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Le terre di
Matilde di Canossa
Analisi economica

San Polo d'Enza:
Cavalieri in costume d'epoca scortano l'arrivo di Sua Santità
nella piazza circostante il Municipio
(foto: Giacomo Barazzoni)
Dal punto di vista turistico, la garanzia di
autenticità del territorio matildico è proprio l’essere rimasto in
gran parte isolato dal grande sviluppo, che ha riguardato
prevalentemente i centri posti sulle principali vie di comunicazione ed
il tracciato pedecollinare, lasciando intatto il paesaggio rurale.
In un insolito equilibrio ambientale che sembra avere
sospeso nella storia gli antichi borghi, i colli matildici riservano
ancora la piacevole sorpresa della solitudine e della scoperta. Il
territorio dolce-aspro che si delinea dalle linee regolari degli
altipiani alle brecce calanchive e alle rupi è stato risparmiato dalla
follia cementizia e dall’inquinamento; i piccoli e medi insediamenti
artigianali ed industriali, molti dei quali hanno raggiunto risonanza
europea, circondano questo angolo di storia nell’orlo esterno che
guarda a valle, quasi a volerne preservare loro stessi l’integrità.
Il territorio ha registrato un generale esodo della
popolazione dedita all’agricoltura verso le zone prossime alle offerte
occupazionali "moderne"; il fenomeno è stato maggiormente
sensibile nei comuni più interni ed in parte, sommato alla distruzione
di diversi tratti di manto boschivo, è causa dell’impoverimento di
parte del territorio, particolarmente riconoscibile nei calanchi.
Culla della produzione del Parmigiano-Reggiano, degli
squisiti salumi (con un allevamento di suini che solo nella Provincia di
Reggio Emilia rappresenta oggi il 10% dell’intero patrimonio suinicolo
nazionale) e dei rinomati vini delle colline, tra cui il Lambrusco è
divenuto il vino italiano più esportato negli Stati Uniti, l’economia
del territorio dedica numerose risorse alla lavorazione e trasformazione
dei prodotti agricoli.
La zona pedemontana conta industrie diversificate:
chimiche, metalmeccaniche, legate all’industria del mobile, oltre all’industria
ceramica presente prevalentemente nel comune di Castellarano e al
terziario, relativamente recente. Rilevante
la presenza turistica, sulla quale si conta prevalentemente per il
rilancio economico dell’area, che per contro premia particolarmente le
zone interne di particolare interesse storico-culturale e quelle che
hanno sviluppato lungo i corsi dei fiumi intrattenimenti che ripetono in
piccolo quelli della Riviera Romagnola, trasformando le colline
matildiche nella più vicina "spiaggia" per i residenti nelle
aree limitrofe.
L’impegno di valorizzazione del territorio, portato avanti dalle
singole amministrazioni comunali e provinciali, dagli enti di promozione
e dalla Società Matildica è volto a favorire sia il turismo vacanziero
che quello culturale, più legato all’antica solitudine dei borghi,
agli itinerari naturalistici, all’acquisto dei prodotti tipici della
cucina e dell’artigianato locale.
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