Le particolarità del territorio matildico
abbracciano non solo i beni monumentali e storici, che avremo modo di
presentare nelle successive pagine dedicate ai singoli territori
comunali, ma una interessante varietà del paesaggio, originato da una
complessa successione di diversi tipi di rocce, prevalentemente di
origine marina. Tra queste le più diffuse sono le argille, tra cui le
più antiche risalgono al periodo Cretaceo (60-80 milioni di anni fa). A
partire da Canossa e procedendo verso l’entroterra appenninico i
versanti dei rilievi si fanno più accentuati, grazie alla maggiore
resistenza della roccia dura di tipo arenaceo ed arenaceo-marnoso che li
contraddistingue, e le colline argillose ricoperte da coltivi e limitati
lembi di boschetti di Roverella, Ginepro e Orniello lasciano via via il
posto ai boschi di Caprino nero, Cerro e Rovere. Castagneti, querceti e
pinete circondano ampie aree a sud, ove sono anche presenti pascoli alti
e zone di coltivo sulle mezze coste a solatìo. L’attenzione del
turista è particolarmente catturata dal vistoso fenomeno dei calanchi,
innescati prevalentemente da una remota attività di disboscamento.
Interessante la rupe di Canossa, chiara e luminescente (Canossa deriva
da "canus": canuto, biancheggiante) e geologicamente curiose
le rupi vulcaniche di Rossena e Rossenella, sempre nel territorio di
Canossa, che traggono il proprio nome dalla particolare colorazione
purpurea del tipo di roccia vulcanica che le contraddistingue.
Particolari le spettacolari pareti verticali di
Campotrera, che col loro taglio, reso possibile dall’origine vulcanica
della roccia, spezzano i dossi tondeggianti e plastici del paesaggio nel
suo passare dall’alta pianura al monte.
A favorire il grande afflusso turistico nella zona,
soprattutto quello escursionistico che si svolge a diretto contatto con
i luoghi e con l’ambiente naturale, sono le favorevoli condizioni
climatiche, complessivamente gradevoli, con escursioni termiche moderate
ed ampi periodi di bel tempo, in estate quanto in pieno inverno, con
atmosfera tersa e buona visibilità. In talune zone le particolarità
climatiche dell’area matildica si accentuano, con temperature
stagionali superiori alla media; questo fenomeno ha permesso negli anni
passati la coltivazione dell’ulivo.
Ad addolcire ulteriormente il paesaggio è la
fioritura, in primavera, di primule, anemoni e orchidee, alcune delle
quali assai rare, accolte nel sottobosco e nei versanti collinari. La
comunità animale è costituita da comuni uccelli e mammiferi predatori,
quali volpi, faine, gheppi, gufi e barbagianni. Molto diffusa è la
poiana, grande uccello rapace. Nei boschi compaiono talvolta caprioli e
cinghiali, questi ultimi immessi da qualche anno a fine venatorio.
Presente soprattutto nelle estremità meridionali dell’ampio
territorio è anche la vipera, alla quale gli appassionati di Trekking
dovranno prestare attenzione.
Nelle pagine seguenti pubblichiamo brevi schede dedicate ai 22 Comuni
soci della Matilde di Canossa Spa, di cui è cittadino onorario Sua
Santità il Dalai Lama. La visita del turista, ispirata agli eventi
storici delle terre di Matilde di Canossa o al moderno pellegrinaggio
lungo la "Via Matildica" in occasione del Giubileo, può
prendere il via dai luoghi e dai castelli sinteticamente elencati.